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Innovazione

Non esiste società che tratti il cibo e il rapporto con il corpo in modo esclusivamente razionale, tenendo conto soltanto del valore nutritivo degli alimenti.

Le valenze dell’alimentazione sono perciò, per ognuno di noi, radicate su valori culturali, consuetudini familiari e aspetti emotivi. Non è un caso che, le diete restrittive o privative sono spesso destinate a dare risultati solo a breve termine e quindi destinate al fallimento.

Le abitudini possono essere modulate ma non cancellate!

L’eccesso di peso o le alterazioni repentine possono rappresentare uno stile di vita, una modalità di difesa, che si inserisce in un ampio sistema di regolazione, con compiti importanti anche se non sempre consapevoli.

ASPETTI EMOTIVI

“Perché mangio anche quando non ho fame?” Questa domanda, frequente nelle persone obese, pone in evidenza come gli attacchi di fame non sempre hanno a che fare con un bisogno reale di nutrimento. Essere dipendenti dal cibo non è, infatti, un comportamento che riguarda esclusivamente il fisico: si tratta piuttosto di un modo di rapportarsi al cibo che rivela aspetti della personalità e che induce a vivere una sorta di odissea tra fame e alimentazione.

Gli attacchi di fame possono inoltre arricchirsi di diverse valenze da un punto di vista simbolico: tapparsi la bocca per impedirsi di dire cose aggressive o distruttive, colmare un terribile vuoto interiore identificato come fame, placare l’ansia per il senso di sgomento provato.

RUOLO DELLA SOCIETA’

Altro ruolo chiave è l’ossessione verso modelli di bellezza non sempre raggiungibili anche per caratteristiche fisiche innate.

Ogni corpo ha la sua bellezza, la diversità la esalta e la rende unica.

Lavorare sulle proprie forme e renderle armoniose e attraenti è fondamentale. BISOGNA SOLO ESSERE CONSAPEVOLI DEL PROPRIO POTENZIALE!

IL NOSTRO SISTEMA

Alla medicina e alla nutrizione tradizionali abbiamo creduto fosse molte più efficace affiancare tre nuovi aspetti:

  1. Genoma. Conoscere realmente il DNA di un individuo permette di lavorare sulla reale funzionalità del suo organismo senza error o deduzioni.
  2. Medicina psicosomatica. Considerare non solo il corpo, ma anche il mondo emotivo del paziente è essenziale per ristabilire un corretto rapporto con il cibo, trasformare la dipendenza in gratificazione e l’ossessione in piacere. NON siamo solo l’espressione di ciò che mangiamo; ciò che mangiamo e come lo mangiamo è l’espressione del nostro stato d’animo.
  3. Attualizzazione della dieta. Uscire dagli schemi e dagli standard con correttezza scientifica è una nostra priorità. Assecondiamo l’evoluzione della società, le nuove cucine, i tempi, le esigenze RENDENDOLE salutari e bilanciate!

E’ il fallimento che guida l’evoluzione; la perfezione non prevede alcun incentivo per il miglioramento.

(Colson Whitehead)

Obiettivi

Cerchiamo per te la soluzione migliore!

Non vogliamo stravolgere la vita dei pazienti o eliminare abitudini ormai radicate. L’obiettivo è modulare tutto ciò che possa interferire con il benessere psicofisico del paziente.

Partiamo dalla sua storia clinica, alimentare, estetica ed emotiva per esaltarne i veri valori. Vogliamo comprendere OGNI CAUSA della condizione presente, per poterLa trattare e ridurne la pericolosità.

Ogni aspetto della vita che sia medico o psicologico o di semplice routine deve essere valutato e migliorato.

Non è solo una semplice conta calorica, l’essere umano è un organismo complesso e articolato. Guardare un SOLO aspetto aumenta il rischio di non riuscita a lungo termine. Risultati temporanei non fanno altro che innescare una condizione in progressivo peggioramento.

Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale.

(C.S. Lewis)

Unghie fragili: casa sapere.

Se avete notato che le unghie appaiono fragili, si sfaldano facilmente e crescono lentamente sarebbe opportuno fare degli accertamenti a livello medico (in accordo con il medico fate le analisi del sangue e controllate anche la funzionalità tiroidea) e migliorate la vostra alimentazione. 

La carenza  di proteine, di vitamina A e di calcio, rende le nostre unghie fragili e secche. La carenza di ferro (si manifesta con linee bianche verticali sull’unghia)   e di zolfo, invece, provoca un rallentamento della crescita.  Se notate macchioline  bianche, potrebbe esserci un deficit di  vitamina B6 e  B12.

Sono sufficienti 30 giorni di accorgimenti a tavola (fatto salvo ulteriori indicazioni del medico) per rivedere le vostre unghie belle, sane e forti.

DOVE TROVARE I NUTRIENTI NECESSARI?

Calcio: è presente in  yogurt,  formaggi, latte, il salmone, sardine, bottarga, lattuga e spinaci. (Approfondisci)

Ferro:  è presente nella carne, nel pesce, nell’uovo, nei crostacei, nei legumi e nella frutta secca. (Approfondisci)

Zolfo: cipolla, aglioe  germe di grano.

Zinco: presente nella carne, nei latticini, nelle uova, nei legumi, nel riso integrale, nelle germe di grano e nel pesce

Omega 3: presente nel pesce azzurro,  nelle noci e nell’olio di semi di lino.

Omega 6: olio d’oliva

Vit. B12: prodotti di origine animale come carne, pesce e uova

Vit.A (beta carotene): frutta e verdura giallo-arancio

Come avere la pancia piatta?

Il gonfiore addominale può essere causato da numerosi fattori, alcuni temporanei ed di scarso valore medico, altri di importanza clinica come gastrite, colite, diverticolite, colite ulcerosa, etc. 

Nella regione addominale si trovano diversi organi vitali  quali stomaco, intestino,  fegato,  milza e  pancreas. Essi prendono parte al processo digestivo e pertanto sarebbe opportuno non trascurare alcun sintomo e consultare sempre il proprio medico

Qualora non fossero presenti patologie, il gonfiore può essere ricondotto al consumo di un pasto abbondante, all’aumento di peso,  al consumo eccessivo di cibo,  alla sindrome premestruale,  alla deglutizione di aria (mangiare in modo frenetico),  al consumo di bevande gassate, all’eccesso di junk food o di sandwich, ai gas intestinali prodotti nella digestione delle verdure e della frutta ricche di fibra.

In genere le attenzioni alimentari sono indispensabili, oltre le eventuali terapie prescritte dal vostro medico, per ripristinare una condizione ottimale ed eliminare il fastidioso gonfiore.

Cosa sapere?

Per avere la pancia piatta e alleviare il gonfiore addominale, EVITATE diete drastiche e digiuni.

L’effetto yo-yo causato da una perdita di peso troppo repentina a cui segue una rapida ripresa dei chili persi favorisce l’accumulo di tessuto adiposo soprattutto sul punto vita. Una dieta sana, equilibrata e varia è la strada giusta per raggiungere un risultato definitivo senza compromettere lo stato di salute. In genere un calo ponderale veloce non garantisce la perdita di grasso, ma di massa muscolare ed acqua; la successiva ripresa dei chili, invece, riguarda esclusivamente il tessuto adiposo. Si diventa sempre più grassi anche a parità di peso. 

Ecco alcuni consigli utili per una “terapia d’urto” contro il gonfiore!

  1. Iniziate con una dieta lievemente ipocalorica ed equilibrata
  2. Privilegiate proteine animali (carni magre, pesce, uova), cereali integrali, verdure, radici (carote, radicchio), frutta secca e fresca,cioccolato fondente, acqua, tisane. 
  3. Non eccedete con le pietanze molto elaborate, la frittura, i latticini stagionati, le bevande gassate, i dolci e il sale.
  4. Per aiutare la digestione preferite gli alimenti cotti rispetto a quelli crudi o inscatola.
  5. Se soffrite di aerofagia evitate per qualche giorno broccoli, broccoletti, rape, cavoli e cavolfiori. Preferite invece finocchi, carote, bietina, zucchine e cicoria da taglio.
  6. Bevete molta acqua e aiutatevi con tisane drenanti preferibilmente lontano dai pasti o prima di cominciare a mangiare.
  7. Non eccedete (ma non eliminateli) con i prodotti lievitati come pane e pizza! Una biona abitudine è quella di tostare leggermente il pane prima di consumarlo!
  8. Non consumate abitualmente alcolici e bevande gassate! 

Il presente articolo ha carattere meramente informativo e non si sostituisce al parere del medico.

Alimentazione e cellulite

La distribuzione della cellulite interessa maggiormente cosce, parte delle gambe, glutei, zona mediale delle ginocchia, ma la possiamo trovare anche a livello lombosacrale, spalle,  addome ecc.

La pelle si presenta inizialmente più opaca, con tonalità spesso cianotica con una diminuzione della  temperatura della cute. Alla palpazione, tra le dita compare la caratteristica “buccia d’arancia”. Il tessuto,  nel tempo, si arricchisce di piccoli noduli fibrosi profondi e l’avanzare del processo porta alla comparsa di “ondulazioni” ed avvallamenti, che rivelano la forte perdita di tono ed elasticità della pelle.  Si alternano zone di infiltrazione molle  a zone dure, influendo negativamente sulla  circolazione linfatica. 

Gli stadi della cellulite sono:

  • Fase edematosa: la cellulite si avverte solo al tatto, prevale il ristagno di liquidi nei tessuti che si presenta con gonfiore o edemi intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia.
  • Fase fibrosa: i liquidi ristagnano e penetrano nei tessuti. A tal punto le cellule adipose si distanziano l’una dall’altra impedendo il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche locali. Le fibre elastiche (incluso il collagene), compresse dalle cellule adipose, degenerano e la rete dei capillari si altera dando vita a piccoli noduli (effetto “a buccia d’arancia”).
  • Fase sclerotica della cellulite: il tessuto diventa duro al tatto e compaiono noduli di grandi dimensioni.

Il sale è tra i principali alleati della cellulite, in quanto favorisce lo sviluppo o la progressione della ritenzione idrica.

In una donna che soffre di cellulite tale disturbo è già accentuato a causa dell’alterata funzionalità del sistema venoso e linfatico.

E’ pertanto fondamentale importante assumere delle abitudini alimentari che migliorino il senso di pesantezza alla gambe e contribuiscono a ridurre la stasi venosa causa di accumuli adiposi e cellulite. La prevenzione inizia proprio a tavola!!! 

Limitare l’apporto di sodio con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:

  • Sostituire il sale con spezie,aromi (timo, lauro, basilico, cipolla, prezzemolo)  per insaporire le pietanze
  • Utilizzare poco sale per la cottura della pasta o del riso 
  • Limitare il consumo di cibi conservati sotto sale, trasformati o in scatola (insaccati, formaggi stagionati, prodotti in scatola, patatine, saltini, etc.)
  • Ridurre il consumo di dadi e salse
  • ​ Bere un’acqua povera di sodio, ma ricca di altri minerali (l’acqua è un nutriente e se eccessivamente povera provoca deficit nutrizionali di altro genere!)

Per contrastare l’azione del sodio, consumate alimenti ricchi di potassio come finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche.

Inoltre i vegetali sono ricchi di flavonoidi che svolgono funzione protettiva sulle pareti dei vasi. Via libera, quindi, anche a frutti di bosco, ribes, ciliegie, arance rosse, cavoli, melone, peperoni, broccoli e spinaci

Ricordo inoltre di non eccedere con caffè (oltre 2-3 tazzine il giorno) e bevande alcoliche.

​Non esagerate con gli zuccheri! Si ad uno snack dolce a merenda anche tutti i giorni; no agli eccessi!

Qualora fosse presente una situazione di sovrappeso, invece, sarebbe opportuno correggerla senza però incorrere a “fai da te” o diete drastiche e squilibrate!  Un dimagrimento rapido provoca un decadimento muscolare ed evidenziare ancor di più la cellulite.

Ovviamente tali regole riguardano le abitudini quotidiane: non dovete essere rigorose o maniacali, non sono una cena con amici o un aperitivo ad aggravare la vostra situazione! Le piccole concessioni vi permetteranno di essere più precise nell’alimentazione di tutti i giorni e soprattutto di essere costanti!!

Alimentazione e cute

Una pelle levigata e luminosa è il primo e più evidente segno di un organismo che funziona correttamente (buona digestione, ottima circolazione sanguigna, corretta alternanza tra sonno e veglia, funzioni ormonali ideali, etc) grazie anche ad un’alimentazione sana ed equilibrata e ad uno stile di vita corretto. 

La nostra cute è lo specchio di ciò che mangiamo indipendentemente dai fattori genetici!

La prova di quanto affermato, ci viene data da uno studio su gemelli monozigoti (con uguale corredo genetico) che ha dimostrato come l’invecchiamento della pelle fosse differente tra i gemelli che non conducevano lo stesso stile di vita.

Seguire una “dieta” varia e completa, che rispetti la corretta distribuzione dei nutrienti e dei pasti (vedi: alimentarisi bene) è il primo passo per conferire splendore alla vostra pelle!  

Nello specifico sono diversi i componenti che potrebbero contribuire a mantenere giovane la pelle: parliamo di vitamine e antiossidanti, sostanze in grado di contrastare l’azione nociva dei radicali liberi! “Fate il pieno”, quindi, di vitamina Cpolifenoli, beta carotene e licopene

La vit. C è contenuta in kiwi, fragole, arance, mandarini, mandaranci, verdura a foglia verde, peperoncini, peperoni, pomodori. Sembra essere importante per contrastare il processo di invecchiamento cutaneo non solo per le sue proprietà antiossidanti ma anche per azione diretta  sulle fibre di collagene (un aumento della produzione di collagene migliora l’elasticità e il tono della pelle). Ha inoltre azione schiarente inibendo la sintesi di tirosina, “precursore”  della melanina.

I polifenoli sono composti antiossidanti utilissimi nel contrastare i danni legati al tempo o allo stress. Inoltre contrastano la demolizione dell’acido ialuronico. Tra i cibi più ricchi spiccano il tè, i legumi, la frutta (uva, fragole, frutti di bosco, melograne) e la verdura (melanzane, pomodori, cipolle, peperoni e peperoncino, aglio) soprattutto di colore rosso o viola, che hanno quercetina, canferolo, esperidina. Non possiamo dimenticare cacao, birra e olio d’oliva.

Il Beta-carotene è il precursore della Vit.A ed è contenuto in frutta e verdura di colore giallo-arancio come peperoni, carote, zucca, albicocche, melone, cachi etc. E’ necessario per la corretta crescita e riparazione dei tessuti corporei; aiuta a mantenere la pelle levigata e sana; aiuta a proteggere le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, riducendo così la suscettibilità alle infezioni; protegge contro gli agenti inquinanti (azione antiossidante contro gli effetti nocivi dei radicali liberi); contrasta la cecità notturna e la vista debole, ed è quindi fondamentale per una buona vista; e aiuta nella formazione di ossa e denti.

Il licopene svolge anch’esso azione antiossidante e funziona da scudo nei confronti dei raggi UV. Ne è ricchissimo il pomodoro e la sua disponibilità aumenta in seguito alla cottura (salsa di pomodoro).

Un alimento di eccellenza è, inoltre, l’olio di oliva per il contenuto in squalene (antiossidante), Vit. E ed acidi grassi monoinsaturi (molto più “resistenti” ai danni causati dall’ossigeno, rispetto agli acidi grassi polinsaturi di cui sono ricchi gli oli di semi).

Notizia recente e molto interessante è l’effetto benefico di alcuni ceppi di probiotici non solo sull’intestino ma anche sulla pelle, attraverso la modulazione della risposta immunitaria cutanea.

Non dimenticate l’acqua! 

Un’ulteriore attenzione deve essere posta nei riguradi del pH della nostra pelle. Infatti negli anni, a causa del normale processo di invecchiamento, tende ad abbassarsi notevolmente provocando eruzioni cutanee, infiammazioni alla pelle, desquamazioni, perdita di tono.

Preferite spinaci, broccoli, limoni, cetriolo e ravanellgli ortaggi a foglia verde e non eccedete con aceto, alcol, margarina, carne di maiale, salmone e sgombro.

E’ doveroso, da parte mia, sottolineare che la sedentarietà e l’abitudine al fumo accelerano il naturale invecchiamento cutaneo.

Alimentazione e attività fisica

L’alimentazione riveste un ruolo predominante quando si  svolge una qualsiasi forma di  attività fisica (sia a livello agonistico che dilettantistico). È infatti necessario fornire all’organismo tutti i nutrienti necessari per affrontare nel modo corretto lo sforzo fisico, per garantire un corretto recupero post-attività e per garantire un miglioramento dello stato fisico nel tempo.  

È bene avere a mente, quindi, che prima di affrontare un qualsiasi allenamento è necessario che l’organismo sia messo in condizioni di:

  • Sopportare al meglio il carico di lavoro e di poter sfruttare il potenziale massimo senza arrecare danni
  • Recuperare in fretta dopo la seduta di allenamento
  • Protrarre la performance per tutto il tempo necessario
  • Mantenere la glicemia costante per il corretto funzionamento cerebrale e per evitare cali improvvisi
  • Non raggiungere mai livelli deficit energetico e/o idro-salino che comportano un recupero muscolare eccessivamente lungo

Per far sì che tutto questo possa accadere, bisogna essere consapevoli che l’alimentazione deve essere curata nei dettagli sia quotidianamente a prescindere dalle sedute di allenamento, sia prima di affrontare uno sforzo fisico. È inutile fare un pasto bilanciato e adeguato prima di andare in palestra se nei giorni precedenti non avete garantito al vostro corpo tutti i nutrienti necessari allo svolgimento di tutte le funzioni biologiche.  

I carboidrati servono?

 I carboidrati rappresentano la fonte energetica principale per l’organismo e sono pertanto indispensabili per il corretto svolgimento di tutte le funzioni biologiche e metaboliche in generale e nello specifico in corso di attività fisica.

I carboidrati, come già spigato nella sessione specifica, possono essere formati da una sola molecola (monosaccaridi), da due molecole (disaccaridi) o da catene anche ramificate di monosaccaridi (polisaccaridi o amidi).

L’uomo può utilizzare i carboidrati previa digestione, durante la quale i polisaccaridi vengono scomposti in singoli monosaccaridi. Questi possono essere utilizzati immediatamente o, se non necessari, si possono anche ricomporre in lunghe catene (glicogeno) ed essere accumulati come riserva energetica nei muscoli o nel fegato. Questa riserva ha una durata limitata: dopo 12 ore di digiuno o dopo un’intensa attività sportiva, si esaurisce quasi completamente.

Il glucosio è il monosaccaride più importante in quanto è fondamentale per il corretto funzionamento del cervello e di molti organi vitali, ed è indispensabile per l’attivazione di un ciclo metabolico vitale ossia il ciclo di Krebs (ottima fonte di energia!) insieme agli acidi grassi. 

Il glucosio ricavato dal glicogeno epatico (accumulato nel fegato) aiuta a mantenere stabile la glicemia anche durante il digiuno prolungato e durante un’attività fisica intensa, mentre quello derivante dal glicogeno muscolare rappresenta il substrato energetico necessario per commpiere lo sforzo fisico.

È importante sapere, però, che, per “bruciare” i grassi e utilizzarli come substrato energetico, è necessario l’aiuto dei carboidrati, vera scintilla d’accensione del meccanismo.

Se il glicogeno si esaurisce, il muscolo non svolge il lavoro previsto.

Diete povere di carboidrati, infatti, inducono un rapido esaurimento del glicogeno muscolare ed epatico, che comporta una scadente prestazione sportiva ed un maggior rischio lesioni muscolari.

Donne e attività fisica:

perchè a volte l’allenamento non produce risultati?

Il mondo dell’attività fisica è per la maggior parte delle donne un’incognita.

Spesso è errato l’approccio: scarsa volontà, pochi stimoli, poca autostima…Non si crede realmente in ciò che si sta facendo! O più frequentemente la palestra viene vissuta più come una costrizione da abbinare alla dieta ipocalorica che come un modo di volersi bene, di dedicarsi attenzioni e di trovare una valvola di sfogo psico-fisico.

Muoversi aiuta a migliorare la forma fisica e mentale!

Un buon allenamento, magari in una disciplina che più si addice al nostro essere, allevia lo stress e riduce anche gli attacchi di fame!

Spesso una donna teme i non sopportare il carico di lavoro, entra in palestra già stanca e sconfitta! Non è affatto così!

L’organismo garantisce un’ottima resistenza alla fatica!

Di compenso, da parte degli istruttori, l’allenamento femminile è considerato spesso considerato di serie B o meglio vengono stilati allenamenti poco efficienti, molto blandi e poco produttivi!

Aumento del volume dei muscoli.

Spesso si teme che il lavoro effettuato con i pesi possa produrre un aumento dei centimetri ed è quello che accade se il lavoro svolto non è idoneo alla persona!

Consideriamo il punto critico per ogni donna: i glutei. Rappresentano uno dei muscoli che resistono meglio al carico di lavoro, perché temere gli esercizi con i pesi?

È necessario che comprendiate un concetto base: non sono i pesi a generare un aumento del volume di un muscolo, bensì il modo, il numero e la frequenza delle ripetizioni che vengono prescritte dal vostro istruttore! Se vi affidate al vostro personal trainer permettendogli di svolgere al meglio il suo lavoro, raggiungerete dei risultati straordinari! Un lavoro fatto a metà, produce la metà dei risultati.

1. Facciamo un po’ di calcoli per capire meglio. Un peso allena il vostro muscolo se lo sottopone a un carico minimo del 60% del massimale al di sotto del quale non si evidenziano risultati! Come capire tale dato? Prendiamo in considerazione sempre il gluteo; in genere una serie non comprende mai meno di 20 ripetizioni (20 volte lo stesso esercizio in un serie). Il massimale è il peso più alto con cui riuscite a completare bene il vostro esercizio! Provate e vedrete che già questo produce una buona tonicità già dopo un mese di lavoro.

2. Altro aspetto importante: le donne in palestra vanno sempre di fretta! Stop! Fermatevi! Quella è la vostra ora! Inspirate, espirate e cancellate ciò che vi circonda! Non esistono pasti da preparare, abiti da lavare, faccende da sbrigare o pratiche di lavoro da terminare…La pseudo-fretta (la definisco così in quanto con o senza ansia il tempo di permanenza in palestra è sempre il medesimo) porta ad allenarsi male! Non porre attenzione agli esercizi svolti, non praticarli con i giusti tempi e i dovuti recuperi non produce alcun risultato! Meglio fare due esercizi in meno se avete poco tempo, che farli tutti in modo non idoneo.

3. Vediamo un po’ di fisiologia. Indurre un consistente aumento del volume muscolare in una donna non è poi così semplice! Non abbiamo ormoni anabolici a sufficienza per creare un’ipertrofia significativa. Sicuramente molte di voi, leggendo questo articolo, avranno obiettato: a.“Ma io sono aumentata di peso!” oppure b.“dopo un mese di palestra i miei muscoli erano aumentati considerevolmente!

Non è vero che non accade nulla!”. Bene come darvi torto!

a) L’aumento di peso spesso è causato da un aumento dell’appetito in seguito all’attività fisica e/o ad un’alimentazione non idonea al tipo di lavoro che avete svolto! Spesso si pensa, erroneamente direi, che un’ora di palestra faccia consumare 300-400 Kcal anche il relazione al livello di sudorazione. Purtroppo non è affatto così; se siamo state brave e il lavoro è stato realmente intenso arriviamo forse a 200 Kcal. L’esercizio fisico aiuta il vostro peso non tanto per il dispendio energetico, quanto per il miglioramento metabolico (aiuta ad “accelerare il metabolismo e a “smaltire” meglio gli zuccheri introdotti) e per la perdita progressiva di grasso corporeo che viene sostituito con massa muscolare. Vi è mai capitato di non perdere peso, ma di perdere una taglia di pantaloni? Questo è un classico e comune esempio di sostituzione di tessuto!

b) È vero che dopo un mese o forse anche due potreste ritrovarvi con la circonferenza coscia aumentata, ma è solo una situazione transitoria e non è colpa dei pesi! Se passate dal divano o dalla sedia del vostro ufficio (piena sedentarietà) a una qualsiasi forma di attività anche aerobica, i vostri muscoli inizialmente tendono ad aumentare di volume perché sottoposti ad un carico di lavoro al quale non sono abituati (si riempiono di acqua). Nel tempo la condizione torna alla normalità, il muscolo “si allunga” e appare longilineo e definito.

4. Attenzione all’intensità dell’attività che svolgete! Man mano che allenate i vostri muscoli diventano più “forti” e si abituano al carico di lavoro. Pensate a quante volte vi sarà accaduto di utilizzare un peso che inizialmente vi sembrava pesantissimo e dopo qualche mese una piuma! Il lavoro va aumentato progressivamente in seguito alle risposte del vostro organismo!

CONSIGLIO: Se state affrontando una dieta dimagrante e decidete di intraprendere un’attività in palestra è bene effettuare un esame della composizione corporea all’inizio (bioimpedenziometria) e ripeterla a distanza di un mese. Questo vi permette, qualora la bilancia non dia risultati soddisfacenti (può accadere nei primi tempi dell’allenamento), di vedere “nero su bianco” che effettivamente state perdendo chili di grasso e che una parte di questi è stato sostituito da fibre muscolari. Anche questo è un dimagrimento!!Dimagrimento = perdita di grasso.

Vedi anche: