Innovazione

Innovazione

Non esiste società che tratti il cibo e il rapporto con il corpo in modo esclusivamente razionale, tenendo conto soltanto del valore nutritivo degli alimenti.

Le valenze dell’alimentazione sono perciò, per ognuno di noi, radicate su valori culturali, consuetudini familiari e aspetti emotivi. Non è un caso che, le diete restrittive o privative sono spesso destinate a dare risultati solo a breve termine e quindi destinate al fallimento.

Le abitudini possono essere modulate ma non cancellate!

L’eccesso di peso o le alterazioni repentine possono rappresentare uno stile di vita, una modalità di difesa, che si inserisce in un ampio sistema di regolazione, con compiti importanti anche se non sempre consapevoli.

ASPETTI EMOTIVI

“Perché mangio anche quando non ho fame?” Questa domanda, frequente nelle persone obese, pone in evidenza come gli attacchi di fame non sempre hanno a che fare con un bisogno reale di nutrimento. Essere dipendenti dal cibo non è, infatti, un comportamento che riguarda esclusivamente il fisico: si tratta piuttosto di un modo di rapportarsi al cibo che rivela aspetti della personalità e che induce a vivere una sorta di odissea tra fame e alimentazione.

Gli attacchi di fame possono inoltre arricchirsi di diverse valenze da un punto di vista simbolico: tapparsi la bocca per impedirsi di dire cose aggressive o distruttive, colmare un terribile vuoto interiore identificato come fame, placare l’ansia per il senso di sgomento provato.

RUOLO DELLA SOCIETA’

Altro ruolo chiave è l’ossessione verso modelli di bellezza non sempre raggiungibili anche per caratteristiche fisiche innate.

Ogni corpo ha la sua bellezza, la diversità la esalta e la rende unica.

Lavorare sulle proprie forme e renderle armoniose e attraenti è fondamentale. BISOGNA SOLO ESSERE CONSAPEVOLI DEL PROPRIO POTENZIALE!

IL NOSTRO SISTEMA

Alla medicina e alla nutrizione tradizionali abbiamo creduto fosse molte più efficace affiancare tre nuovi aspetti:

  1. Genoma. Conoscere realmente il DNA di un individuo permette di lavorare sulla reale funzionalità del suo organismo senza error o deduzioni.
  2. Medicina psicosomatica. Considerare non solo il corpo, ma anche il mondo emotivo del paziente è essenziale per ristabilire un corretto rapporto con il cibo, trasformare la dipendenza in gratificazione e l’ossessione in piacere. NON siamo solo l’espressione di ciò che mangiamo; ciò che mangiamo e come lo mangiamo è l’espressione del nostro stato d’animo.
  3. Attualizzazione della dieta. Uscire dagli schemi e dagli standard con correttezza scientifica è una nostra priorità. Assecondiamo l’evoluzione della società, le nuove cucine, i tempi, le esigenze RENDENDOLE salutari e bilanciate!

E’ il fallimento che guida l’evoluzione; la perfezione non prevede alcun incentivo per il miglioramento.

(Colson Whitehead)

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